Origini e Storia

Il Corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia trae le sue origini nei primi anni Settanta, dalle attività cliniche e di ricerca nel campo della psicoterapia infantile effettuate all’interno dell’allora Servizio di Psicoterapia e poi II Cattedra di Neuropsichiatria Infantile, diretta dal Prof. Adriano Giannotti, dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile, diretto dal Prof. Giovanni Bollea, Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Dalle esperienze svolte, anche con il prezioso contributo del Dott. Andreas Giannakoulas, venne avviato, nel 1976, il I Corso quadriennale di formazione in Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino e dell’Adolescente, che diffuse e sviluppò il lavoro psicoterapeutico con i bambini, con gli adolescenti e con i loro genitori.

Il Corso è stato successivamente rilanciato e ristrutturato grazie all’aiuto di molti ed in particolare grazie al lavoro intenso del Prof. Vincenzo Bonaminio, della Dr.ssa Anna Maria Nicolò, del Dott. Bachisio Carau, della dott.ssa Diana Norsa, della Prof.ssa Anna Maria Lanza e della Dr.ssa Anna M. Chagas Bovet: quest’ultime in particolare hanno avviato una proficua collaborazione con la II Cattedra di Neuropsichiatri infantile, fino agli anni 2009, diretta dalla prof.ssa Teresa Iole Carratelli.

Il Corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia ha ottenuto il riconoscimento come scuola di formazione dal MURST ai sensi della legge n. 56 del 18/2/89, in data 4/11/1994, Decreto del 20/3/1998, GU n. 91 del 20/4/98.

Molti altri passi avanti sono stati fatti nel corso degli anni e non si può sicuramente dimenticare il più recente: il cambio di denominazione avvenuto con Decreto Direttoriale n. 13 dell’08-01-2024 con cui l’ASNE-SIPsIA Scuola di psicoterapia psicoanalitica dell’età evolutiva – Corso di psicoterapia psicoanalitica del bambino, dell’adolescente e della coppia è diventato l’iW Istituto Winnicott Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva – Corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia.

Per poter presentare l’iW Istituto Winnicott non possiamo che iniziare da Adriano Giannotti, che la Scuola ebbe in mente, maturandone il profilo e gli scopi e che poi – pioneristicamente – riuscì a realizzare e far crescere con il contributo di altri Maestri, lasciandola poi in eredità ai suoi allievi che ne raccolsero il testimone.

Come già scrivemmo nel libro Sulla storia della psicoanalisi infantile in Italia, a cura di Maria Luisa Algini (Roma, Borla, 2007), Adriano Giannotti nacque a Segni (Roma) il 7 febbraio 1932 ed è venuto a mancare il 12 giugno 1994. Ha percorso tutti i suoi anni all’insegna dell’impegno umano e sociale, con tenacia, coraggio, intelligenza e curiosità creativa.

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma nel 1961 con il Prof. Mario Gozzano, frequentando successivamente la Scuola di Perfezionamento in Neuropsichiatria Infantile di Roma, ove incontrò il Prof. Giovanni Bollea. Iniziò da allora ufficialmente la sua carriera universitaria, prima come assistente, abilitato nel 1971 alla Libera Docenza in Neuropsichiatria Infantile, per giungere a ricoprire, nel 1980, la qualifica di Professore Associato, sino al conseguimento nel 1985 del ruolo di Professore Ordinario e la titolarità della II Cattedra di Neuropsichiatria Infantile della stessa Università La Sapienza. Accostò alla formazione medico-neuropsichiatrica la formazione psicoanalitica, con un training personale che lo portò a divenire prima, nel 1968, Membro Ordinario del Centro Psicoanalitico di Roma e, successivamente, membro Associato nel 1971 e Ordinario nel 1978 della Società Psicoanalitica Italiana (SPI); dal 1992 è stato Presidente della neoformata Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi), riconosciuta dall’IPA.

La ricca attività clinica assistenziale, strettamente connessa con la ricerca scientifica, trovò la sua espressione nei numerosi scritti, nella partecipazione ai più importanti congressi nazionali ed internazionali e soprattutto nelle varie e pionieristiche iniziative nell’ambito dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma e in particolare nella cura di bambini, adolescenti e genitori che qui si rivolgevano per disagi psicoaffettivi e/o psicosociali.

Il suo “prendersi cura”, nel senso più etico del termine, si basava saldamente su una profonda umanità ed un grande interesse ed amore per l’”altro”, specie per quello bisognoso, come può avvenire in chi affronta la professione medica sulla base di una scelta personale autentica e sostenuta da valori morali e umani ben radicati nella propria personalità.

Il grande sodalizio che venne a crearsi tra Giovanni Bollea ed Adriano Giannotti, di grande valore scientifico ed umano, li ha visti percorrere insieme vie mai prima esplorate.

Giovanni Bollea introduce, sul modello francese, la Neuropsichiatria Infantile in Italia, dando l’avvio ad una disciplina accademica e di cura di cui si sentiva estremo bisogno nel nostro Paese, alle prese con il difficile compito della ricostruzione postbellica e, soprattutto, della ricostruzione morale e sociale di un popolo ferito e alla ricerca di valori dispersi.

Adriano Giannotti, sostenuto da Giovanni Bollea, introduce per la prima volta in Italia, tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta, la psicoterapia psicoanalitica per i bambini, gli adolescenti e i loro genitori nell’ambito dell’istituzione universitaria, nell’allora Istituto di Neuropsichiatria Infantile (poi Dipartimento di Neuroscienze Umane e Neuropsichiatria Infantile) e da qui a raggiera nelle strutture pubbliche. Si trattava di una trasformazione significativa del modello assistenziale e dell’approccio diagnostico e terapeutico, che poteva trovare in ambito universitario la possibilità di ulteriore elaborazione sul piano della ricerca e della divulgazione didattico-formativa, rendendo sempre più la psicoterapia psicodinamica una branca pertinente della Neuropsichiatria Infantile, oltre che un comprovato strumento di cura, applicabile anche nelle strutture sanitarie specifiche del SSN.

Prezioso l’incontro nel 1972 con Andreas Giannakoulas, psichiatra psicoanalista proveniente dalla Tavistock Clinic di Londra, che fin dalla sua fondazione nel 1920 applicò il suo background psicodinamico alla conoscenza e cura del paziente, visto come risultato del suo ambiente e della sua storia.

Giannakoulas, formatosi quindi al modello di una “tradizione indipendente” e profondo conoscitore del pensiero e della personalità di Donald W. Winnicott, ha contribuito moltissimo al target del lavoro dei neuropsichiatri infantili e degli psicologi operanti nell’ambito della II Cattedra di Neuropsichiatria di Roma.

Tra Giannotti e Giannakoulas, con il sostegno anche di Bollea, iniziò un significativo lavoro scientifico, di ricerca e di formazione, che seppe dare il via nel 1976 alla prima Scuola di formazione, per medici e psicologi, in psicoterapia psicoanalitica per i soggetti in età evolutiva.

Ebbe così origine, nel 1976, la prima Scuola in Italia di psicoterapia psicoanalitica per l’età evolutiva, e di cui primi docenti furono Adriano Giannotti, Andreas Giannakoulas, Giuliana De Astis, Eleonora Fe’ D’Ostiani, Salvatore Grimaldi, Arnaldo Novelletto. Giannotti e Giannakoulas, inoltre, affiancarono allora alla Scuola, e per molti anni, un’intensa attività didattica di approfondimento con i Corsi liberi di formazione psicodinamica per studenti di medicina, specializzandi, medici, psicologi e per operatori dei servizi sanitari pubblici.

Il nuovo modello operativo psicodinamico, che contemplava una preparazione specifica per l’identificazione e la cura del disagio psicoaffettivo del bambino e dell’adolescente fu poi condiviso con molte altre sedi in Italia, in un crescente fermento di operatività, di ricerca e di scambi culturali e scientifici.

In tale clima la Scuola confluì nell’ASNE, Associazione per lo Sviluppo delle Scienze Neuropsichiatriche dell’Età Evolutiva, costituita nel 1981, dai vari docenti e operatori dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Roma (Pietro Benedetti, Giovanni Bollea, Adriano Giannotti, Arnaldo Novelletto, Marinella Rosano, Paola Speranza e altri), con la finalità di “promuovere la diffusione, l’informazione, lo studio e la ricerca nel campo delle scienze neurologiche, psicologiche, psico-pedagogiche e psichiatriche” dei soggetti in età evolutiva e delle loro famiglie.

Il primo Corso di formazione per psicoterapeuti psicodinamici dell’età evolutiva fu seguito ogni anno da nuovi corsi sino ad arrivare ad oggi. Il Corso di formazione fu riconosciuto dal MURST, oggi MIUR, nel novembre 1994 quale Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia, equiparando il titolo ottenuto alla fine del percorso ad un Diploma di Specializzazione Universitario.

Giannotti, dolorosamente scomparso nel giugno dello stesso anno, non poté gioire di tale traguardo, lasciando ai suoi allievi il compito di portare avanti la sua opera.

Ad arricchire ulteriormente questo percorso, nel 1987 Giannotti con Giuliana De Astis e i primi diciotto diplomati del Corso di Psicoterapia fondarono la Società Italiana di Psicoterapia dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SIPsIA), con un duplice scopo: 1) non disperdere le energie impegnate e le competenze acquisite da allievi e docenti durante il percorso di formazione e 2) promuovere lo studio, la ricerca teorico-clinica, la diffusione e l’informazione nel campo della psicoterapia psicoanalitica dell’infanzia e dell’adolescenza e della coppia e favorire altresì gli scambi di esperienze professionali a livello locale, nazionale e internazionale mediante congressi, seminari, pubblicazioni scientifiche, unitamente all’istituzione di centri di psicoterapia psicoanalitica per i soggetti in età evolutiva ed i loro genitori.

Attualmente detta Società annovera diversi membri, impegnati nella valutazione diagnostica e nella psicoterapia psicodinamica di bambini, adolescenti e della coppia, oltre che nella ricerca e studio delle varie aree normali e problematiche, psichiche e sociali, dei soggetti in età evolutiva e dei rispettivi contesti famigliari nel susseguirsi delle trasformazioni negli anni della nostra società.

Nel gennaio 1992, al fine di avere una rappresentanza comune nella Sezione Italiana dell’European Federation for Psychoanalytic Psychotherapy in the Public Sector (EFPP), che richiedeva una contemporanea coesistenza dell’area formativa e dell’area scientifica operativa, fu stipulata una Convenzione tra l’ASNE (I Sezione, come da aggiornamento dello Statuto di detta Associazione, ottobre 1996) e la SIPsIA: con detta Convenzione, l’ASNE riconosce la SIPsIA come l’Associazione dei diplomati della propria scuola di formazione e la SIPsIA riconosce come propria scuola il Corso di Formazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che da questo momento sarà usualmente chiamato “Corso ASNE-SIPsIA”.

Questo, sinteticamente, il percorso della Scuola di psicoterapia psicoanalitica coraggiosamente voluta da Adriano Giannotti. Analista e neuropsichiatra infantile, si è incamminato con coraggio ed entusiasmo pioneristico in un percorso che introducesse ufficialmente nell’istituzione universitaria, e nel pubblico, la psicoanalisi infantile, che si era sviluppata soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, secondo un percorso inverso, fuori degli ambienti accademici.

Avevano sostenuto il suo impegno ed il suo entusiasmo un profondo senso della giustizia e dell’impegno morale, due caratteristiche della sua identità che non vennero mai meno con gli anni, e la sua curiosità ed il suo desiderio di sperimentare ed affrontare il nuovo ed il difficile e, ancora più importante, il suo voler aiutare il piccolo o il giovane, convinto che la mano tesa da un adulto, in grado di entrare in rapporto umano profondo con lui, può più facilmente lenire il dolore interno e guidare verso percorsi personali più vivibili, attraverso i quali possa essere recuperato il potenziale positivo e creativo presente comunque in ogni essere umano.

Amò molto l’Istituzione in genere e l’Università in particolare, come matrice di nuove esperienze di vita, come offerta di un ambiente facilitante, di uno spazio potenziale, per dirla con Donald W. Winnicott, dove attraverso un vero “prendersi cura” l’illusione potesse essere sperimentata per poter contattare una realtà più benigna ed in essa potersi addentrare e provare o riprovare a vivere, con l’ausilio di adulti umanamente e culturalmente attrezzati, psicoterapeuti formati o in formazione, in grado di stabilire una significativa relazione umana.

Ricordiamo qui brevemente, rimandando alla più ampia sezione Alcuni Pionieri – Adriano Giannotti di Anna Maria Lanza, del libro sopra citato a cura di Maria Luisa Algini, le principali attività da Giannotti attivate e sostenute nella Neuropsichiatria Infantile La Sapienza di Roma, oltre ai particolari interessi scientifici, che hanno caratterizzato il suo operare come psicoanalista e come neuropsichiatra infantile psicodinamico.

  • Il Day Hospital per la diagnosi e cura delle patologie psichiatriche della prima infanzia, in cui, dal 1968 al 1970, si formò un gruppo di ricerca sulle psicosi precoci e sull’autismo, e la successiva istituzione di un Asilo Terapeutico per bambini in età prescolare, diretto da Teresa I. Carratelli, coadiuvata da Vincenzo Bonaminio, Eleonora Fe’ d’Ostiani, Mariassunta Di Renzo e da allievi del Corso.
  • L’ufficializzazione dal 1980 di un Servizio Ambulatoriale di Diagnosi e Psicoterapia dell’Età Evolutiva, per bambini sino all’adolescenza, da lui diretto e poi coordinato come Unità Operativa Semplice (UOS) da Anna Maria Lanza, unità facente parte dell’allora Unità Operativa Complessa (UOC-A), diretta da Teresa I. Carratelli.
  • Il sodalizio con il Prof. Arnaldo Novelletto, che diresse in maniera innovativa dal 1982 al 1987 il Servizio per gli Adolescenti della II Divisione, con l’apporto di Marco Lombardo Radice nella gestione del Reparto II Degenze per la “Crisi ed emergenza nella psicopatologia degli adolescenti”.
  • La direzione dal 1987 dello stesso Servizio per Adolescenti e del Reparto II Degenze che divenne una Unità Pilota di Psichiatria, con l’apporto dell’impronta originale ed umana di Marco Lombardo Radice, oltre che della capacità di Adriano Giannotti di trattare i casi gravi. Di base vi era la convinzione condivisa che anche da un breakdown psichico in adolescenza si possa far emergere il potenziale evolutivo e trasformativo, e che ciò dipenda in modo determinante dalla qualità e dalla tempestività della risposta ambientale.
  • Fondamentale il pensiero di Adriano Giannotti circa la qualità della relazione analitica, volta a soddisfare la ricerca, da parte del paziente, di una relazione con l’analista dove poter condividere un’esperienza di “intimità”, secondo la “doppia accezione di intimo come personale, e di intimare come mettere dentro l’altro” (Masud Khan – si veda a tal proposito di Adriano Giannotti Lo spazio intimo nella relazione terapeutica nel trattamento di un adolescente, 1983).
  • Il desiderio di prendersi cura e la grande attenzione per la psicopatologia grave come l’autismo e le psicosi della prima infanzia, in cui il terapeuta si deve porre “per il bambino autistico come mediatore dotato della capacità di tradurre in simboli, e quindi in pensiero, quelle che per il bambino psicotico sono angosce e impensabili sensazioni corporee. E in tal modo fungere da Io-ausiliario integrato e differenziato, che tramuta per mezzo della parola gli stati di indifferenziazione psicofisica”, concetti che hanno trovato una sintesi teorica nella realizzazione della monografia Il Diseguale (A. Giannotti, G. De Astis, 1989).
  • L’introduzione della prassi del setting comune madre-bambino, specifico nelle psicosi simbiotiche e che funziona da holding della relazione madre-bambino. Ciò facilita la madre nell’accostarsi e nello stabilire un legame più in sintonia con i bisogni del figlio; le consente inoltre di trovare un’holding per la propria parte infantile, che potrà essere ritirata dal bambino, gradualmente vissuto non più come parte di sé, ma come altro da sé (A. Giannotti, A.M. Lanza, 1984).
  • Il grande interesse per l’ambiente e la famiglia, in cui un bambino viene al mondo e cresce, e l’innovativo lavoro condiviso con Andreas Giannakoulas, lo ha portato a rivolgere grande attenzione alle dinamiche della coppia, all’incastro tra due mondi interni, sia dal punto di vista della coppia coniugale che della coppia genitoriale, costituendo un importante lavoro di ricerca. L’approfondimento delle dinamiche di coppia lo spinse ad esplorare con i suoi collaboratori il ruolo che hanno le fantasie inconsce dei genitori nella patogenesi dei disturbi emozionali del bambino, inevitabilmente legato alla configurazione fantasmatica delle relazione bambino-genitori, alla base di azioni, pensieri, aspettative, atti mancati che, da una parte e dall’altra, si manifestano nel delicato equilibrio del passaggio a doppio senso nell’area dell’esperienza intermedia tra il bambino e i genitori (V. Bonaminio, T.I. Carratelli, A. Giannotti, 1991).
  • La ricerca nella patologia psicosomatica vide Adriano Giannotti e la sua équipe particolarmente impegnati nel grande lavoro teorico e clinico, che vedeva attivate molto precocemente nel bambino psicosomatico modalità patologiche di funzionamento mentale e corporeo, sotto la spinta di alti livelli di frustrazione per l’influsso delle proiezioni genitoriali, determinando “risposte obbligate del figlio chiamato a difendersi. E più precocemente deve farlo, più tali difese investiranno i primi nuclei di formazione dell’attività mentale”, creando così una “potenzialità a psicosomatizzare, cioè a dare risposte somatiche, perché l’alto livello di frustrazione viene ad incidere nel delicato passaggio dello sviluppo dal corporeo al mentale” (A. Giannotti, A.M. Lanza, F. Del Pidio, 1984). Parte del grande lavoro di quegli anni verrà poi riportato nella monografia Corpo Mente. Studi clinici sulla patologia psicosomatica in età evolutiva (T.I. Carratelli, A.M. Lanza ed altri), già in preparazione con Giannotti nell’ultimo periodo della sua vita e uscito a lui postumo nel 1998.
  • L’intenso e lungo lavoro nella e per la scuola, che l’ha visto impegnato a portare nell’universo-scuola lo strumento psicodinamico, applicato con modalità sui generis. Sino ad arrivare nel 1987 alla Convenzione tra la II Cattedra ed il Provveditorato agli Studi di Roma, sotto l’egida del Ministero della Pubblica Istruzione, per una collaborazione in due Distretti scolastici della città. Gruppi di lavoro con gli insegnanti, gruppi seminariali di ricerca, corsi annuali di aggiornamento per insegnanti e psicopedagogisti, sostenuti dal pensiero che l’insegnante sia il perno fondamentale per l’attivazione o il recupero delle potenzialità dell’alunno, per qualsiasi motivo bloccate o deficitarie, attraverso una particolare formazione che possa risignificare il rapporto insegnante-alunno e favorire il passaggio, per il docente, dal conoscere al comprendere e al condividere.
  • Altri campi di grande interesse sui quali Giannotti ha fatto confluire l’entusiasmo e le energie dei suoi collaboratori ed allievi riguardavano l’attività clinica e la ricerca sulle problematiche dell’adozione, con l’impegno, tra gli altri, di Paola Natali; e quelle connesse alla conflittualità della copia e alla separazione, con Silvana Picece Bucci.
  • Inoltre era stato attivato e da lui seguito con Anna Maria Nicolò un gruppo di ricerca sulle problematiche relative alla gravidanza e alle dinamiche profonde attivate nella coppia e nella madre dall’emergere di una nuova vita.

Tutto il grande impegno e generoso lavoro del Prof. Adriano Giannotti, corredato dalla profonda umanità e passione, si snoda lungo le principali linee di sviluppo del suo pensiero e della sua opera, che di anno in anno andavano intrecciandosi tra il suo ruolo di Ordinario di Neuropsichiatria Infantile, di Psicoanalista Didatta della SPI e poi dell’AIPsi e quello di primo Direttore del Corso di Psicoterapia Psicoanalitica ASNE-SIPsIA. Ne sono testimonianza i numerosi Congressi e Convegni, sino a pochi anni fa organizzati nel Dipartimento di Neuropsichiatria di Roma e attualmente in altre sedi esterne, che hanno caratterizzato la sua operosità e quella dei suoi collaboratori sia dell’Università che della Scuola di psicoterapia.

Il Corso ASNE-SIPsIA, che ha offerto per oltre quaranta anni lustro e vivacità scientifica e assistenziale alla Neuropsichiatria di Roma e d’Italia, quale figlio che realizza uno svincolo necessario dai suoi contesti natali, è attualmente indipendente e prosegue il suo cammino di formazione e di ricerca all’esterno, in collaborazione con la sua gemmazione, la SIPsIA.

In definitiva, l’idea innovativa e coraggiosa di Adriano Giannotti è stata quella di articolare, in una feconda sinergia, psichiatria infantile e psicoterapia psicoanalitica, sia sul piano teorico-clinico che della formazione, alla quale si dedicava con profonda generosità, e i cui frutti dopo decenni possono essere ritrovati nell’iW Istituto Winnicott – Corso di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva (già ASNE-SIPsIA) e nella Società di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Coppia (SIPsIA), che ne hanno raccolto il testimone per continuarne il percorso.

[Testo a cura di Anna Maria Lanza]

 

«Home is where we start from»

Andreas Giannakoulas incarna per la nostra Scuola questo verso di Thomas S. Eliot molto amato da Donald W. Winnicott, che è stato scelto dai suoi curatori come titolo del libro uscito postumo (1986), di cui la traduzione in italiano è Dal luogo delle origini (1990, Milano, Raffaello Cortina Editore).

Andreas Giannakoulas costituisce, per eccellenza, il fondatore delle nostre origini teoriche e cliniche.

Arriva a Roma nel 1972, dopo un incontro felice con il prof. Giovanni Bollea che, in visita alla Tavistock Clinic di Londra, fa la sua conoscenza e lo invita a condurre una serie di conferenze e seminari all’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università La Sapienza di Roma, cattedra che si era da poco differenziata all’interno della Facoltà di Medicina. Nello stesso tempo, anche la Facoltà di Psicologia era neonata e mancavano completamente iniziative atte a permettere agli studenti di fare esperienze cliniche nell’area dell’età evolutiva, soffrendo, piuttosto, gli influssi della Psichiatria per adulti.

Nasce una grande amicizia e un’intensa collaborazione con Adriano Giannotti, che durerà fino alla morte di quest’ultimo, e che porterà alla creazione di molti seminari e attività di studio e di ricerca, capaci di iniziare a smuovere le acque stagnanti.

Andreas Giannakoulas (per cui da qui in poi utilizzeremo le sue iniziali AG, come lui stesso amava fare), è impregnato della cultura psicoanalitica europea internazionale. Greco, nato a Mikrokampos Kilkis, nel Nord della Grecia, nel 1936, si laurea in Medicina all’Università di Bologna, nel 1961, e si specializza in Psichiatria all’Università di Basilea, in Svizzera (1961-1965).

Parla greco, italiano, tedesco e inglese e sceglie l’Inghilterra per compiere la sua formazione psicoanalitica. Come lui stesso scrive (AG, 2010, p. 7) ha un grande debito di gratitudine verso i suoi analisti e i maestri che gli hanno lasciato un’eredità indelebile: “alla buona sorte, per aver incontrato personalità del calibro e del carisma di Lothar H. Rubinstein [1° analista, 1967-1970], M. Masud R. Khan [2° analista, 1971-1975], Marion Milner [3° analista, 1975-1980]; Paula Heimann, Pearl King, Andrea Limentani e Joseph Sandler, come supervisori; di aver potuto seguire i seminari esclusivi di Donald W. Winnicott, John Bowlby, Michael Balint, Anna Freud e le lezioni alla Tavistock Clinic di Wilfred R. Bion, di John D. Sutherland e di John Padel”.

Si associa alla British Psychoanalytical Society nel 1974 e diventa Membro Ordinario nel 1977. Si colloca nell’Indipendent Group, gruppo di analisti britannici denominati Indipendenti, perché si situano per dirla con le parole di Amedeo Limentani “tra Anna Freud e la Klein”, oppure, per dirla alla maniera di Masud Khan, perché hanno “un senso di feroce indipendenza” (Max Hernandez, in AG, 2010, p. 11).

A Londra, oltre all’attività privata, partecipa al Tavistock Center a studi di formazione e lavoro come Senior Registrar in Dipartimenti per adulti, adolescenti e bambini; conduce gruppi terapeutici e Balint groups; fa esperienze di terapia breve e counselling psicodiagnostico, di diagnosi e terapia psicoanalitica di coppia. Al Saint Mary Hospital – Paddington Clinic, come assistente clinico part time, svolge psicoterapia di gruppo e individuale e diventa tutor di corsi e insegnamenti multidisciplinari.

Per anni (1967-1976) lavora e fa esperienze preziose che lo rendono in grado di trasmetterle e di iniziare non solamente a formare a Roma psicoterapeuti infantili, ma anche di creare uno spazio di aggiornamento e sensibilizzazione ad un ampio raggio di specialisti che si occupano dell’età evolutiva (medici, psicologi, assistenti sociali, maestri d’asilo, insegnanti etc.). I suoi seminari multidisciplinari, quindicinali, del venerdì, aprono degli spazi innovativi diventando famosi, attraendo persone da tutta l’Italia.

AG ha un carisma didattico che incanta. Nella metà degli anni Ottanta decide, dopo tanti anni di andirivieni, di trasferirsi con la sua famiglia a Roma per vivere, lavorare e insegnare.

Nel 1975, insieme ad Adriano Giannotti, Giuliana De Astis, Eleonora Fè d’Ostiani e con l’aggiunta successivamente di Salvatore Grimaldi e Arnaldo Novelletto, tenendo conto dei parametri formativi della Tavistock Clinic e dell’Anna Freud Center, fonda il primo Corso quadriennale in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva che, dal 2004, si nominerà iW Istituto Winnicott, Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino, dell’Adolescente e della Coppia (ASNE-SIPsIA).

AG, insieme ad Adriano Giannotti, desidera creare uno statuto che garantisca un’identità libera e indipendente alla Scuola, che permetta a ciascuno di sviluppare il “suo idioma personale” nel rispetto dei punti fondamentali psicoanalitici: una Scuola di formazione caratterizzata da un grande impegno teorico e clinico, che approfondisce i concetti cardine di Donald W. Winnicott, come holding e ambiente, continuità dell’essere, illusione, spazio potenziale, regressione, integrazione etc., traducendoli in un linguaggio clinico rigoroso.

Nello stesso tempo, introduce l’insegnamento di materie pionieristiche, come l’infant observation (comunemente detta baby observation) e la terapia psicoanalitica di coppia che, oltre ad essere una grande novità nel territorio italiano, costituisce anche l’area di grande creatività concettuale di AG. Partendo dal “rinvenimento dell’oggetto” freudiano, dal primato dell’altro, introdotto da Winnicott, approfondendo il concetto della “collusione di coppia” di Henry V. Dicks, AG concettualizza “la membrana diadica” e insegna a lavorare molto sulla definizione dei confini della coppia che, alle volte, possono essere costituiti dal disagio stesso del figlio.

Invita come ospiti didattici personalità scientifiche importanti. Alcuni tra questi: Frances Tustin, Paula Heimann, Marion Milner, Christopher Bollas, Peter L. Giovacchini, Eglé e Moses Laufer, Amedeo Limentani, David Malan, Anne Marie Sandler, ma anche Serge Lebovici e René Diatkine.

Istituzionalizza i Convegni annuali del Corso di durata di due giorni. Collabora e crea un profondo sodalizio scientifico e affettivo con Max Hernandez (psicoanalista didatta della Società peruviana ed ex-compagno di formazione alla British Psychoanalytical Society) e Mario Bertolini (professore Ordinario presso l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Milano). Fondano, proprio con Bertolini nel 1993, la Scuola di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente (ASNEA) e dal 1997 organizzano 3 Convegni internazionali a Milano, sul pensiero di Donald W. Winnicott, con la partecipazione, tra gli altri, di André Green. Nel 2010, anno in cui Bertolini muore, AG gli dedica il suo libro La Tradizione Psicoanalitica Britannica Indipendente.

Andreas Giannakoulas si spegne a Roma il 30 aprile 2021.

È stato analista didatta e presidente dell’Associazione Italiana di Psicoanalisi (AIPsi), Presidente Emerito della Scuola di Psicoterapia del Bambino e dell’Adolescente (ASNEA), Membro Onorario della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SIPsIA), Presidente Onorario del Centro Studi Donald W. Winnicott.

È stato un Maestro, una indipendent mind, per dirla con Max Hernandez, che rispettando la tradizione psicoanalitica ha contribuito alla sua innovazione profonda e rigorosa. La creatività del suo insegnamento non incide solamente nella memoria, ma costituisce un’apertura vitale al futuro della clinica psicoanalitica.

 

Giuliana De Astis fa parte della nostra tradizione e delle nostre radici come Scuola di formazione e come Società scientifica. Cofondatrice del Corso ASNE-SIPsIA nel 1976, è stata docente e supervisore di molti di noi. Tutti ricordiamo le discussioni dei casi clinici, condotte da lei insieme al Prof. Giannotti, nel Servizio di Psicoterapia dell’Età Evolutiva dell’Istituto di Neuropsichiatria. Cofondatrice della SIPsIA nel 1987 e suo Presidente fino al 1995, nel 1992 è stata cofondatrice della Sezione Italiana della Federazione Europea per la Psicoterapia Psicoanalitica nei Servizi Sanitari Pubblici (SIEFPP).

Cosmopolita e poliglotta, legata al mondo internazionale, fu un fondamentale ponte che favorì lo scambio e la crescita di nuove idee e contribuì a creare il clima di entusiasmo e di collaborazione che si respirava all’interno dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile diretto da Giovanni Bollea.

Giuliana vi era entrata nel 1969 ed effettuava test diagnostici ai piccoli degenti ma, già da allora, effettuava anche sedute ad orientamento psicodinamico grazie all’esperienza effettuata alla Clinica Menninger a Topeka, negli Stati Uniti. Nel 1973 entrò a far parte del Servizio di Psicoterapia diretto da Adriano Giannotti e con un gruppo di giovani collaboratori contribuì sostanzialmente alla costruzione di un gruppo clinico e di ricerca per il trattamento di piccoli pazienti con gravi disturbi di personalità, e dei loro genitori, che fino ad allora non erano mai stati curati con la psicoterapia psicoanalitica.

Nel campo delle psicosi e dell’autismo infantile, Giuliana De Astis ha rivestito un ruolo pionieristico e di spicco non solo in Italia ma anche a livello internazionale, ricevendo importanti riconoscimenti ed intessendo relazioni di scambio e di collaborazione con diversi centri in Europa e negli Stati Uniti.

Costante era la sua partecipazione con presentazione di lavori nei convegni nazionali ed internazionali. Si recava regolarmente a Londra e quello che iniziò come un lavoro di supervisione clinica si trasformò in uno scambio teorico-clinico con Francis Tustin che, in riferimento al suo lavoro con Giannotti e la stessa De Astis, scrive: “All’inizio, la loro tecnica terapeutica era influenzata dal mio approccio ma, col passare del tempo e il crescere dell’esperienza, essa è stata arricchita, tanto che, attraverso i miei rapporti con questi colleghi, anche io ho potuto ampliare la mia esperienza individuale” (Tustin, Protezioni autistiche nei bambini e negli adulti, p. 24, Raffaello Cortina Editore, Milano, 1991). La Tustin si riferisce al lavoro di ricerca sui segni premonitori dell’autismo condotto da Giuliana De Astis e Adriano Giannotti in collaborazione con altri colleghi e allievi presso l’Istituto di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Roma La Sapienza. Questa ricerca, iniziata nel 1985, si proponeva di valutare l’effetto della psicoterapia psicoanalitica su 30 pazienti minori di cinque anni, che presentavano una patologia inquadrabile nell’area dell’autismo e delle psicosi infantili.

Forza e determinatezza, curiosità, rigore, attenzione all’altro, rispetto, capacità empatica, ma anche riservatezza, senso del confine, capacità di riconoscere e non cadere in pericolosi vincoli narcisistici, indipendenza del pensiero: queste alcune delle qualità di Giuliana, ma tra queste vorremmo evidenziare la capacità di credere strenuamente nella presenza all’interno di ognuno della capacità di essere vivi e creativi. Nei piccoli pazienti all’interno del loro grave e profondo ritiro, nei loro genitori disperati, negli allievi seguiti con cura ed attenzione, nei giovani terapeuti in formazione spesso alle prese con la perdita della speranza che questo nostro lavoro spesso comporta.

Per illustrare la figura di Giuliana De Astis riportiamo un breve stralcio delle sue parole tratte dall’intervista pubblicata su Quaderni di Psicoterapia Infantile.

 

Giuliana De Astis (G.D.A.): Sì, sì. L’aspetto corporeo è basico… Una ricerca di fisicità proprio. In chiave affettiva. Se la bambina non è più tornata a modalità sensoriali, significa che le aveva introiettate, incorporate e fatte proprie. Questi sono dei prodromi rispetto all’immagine diciamo di aspetti materni buoni, consolatori e di vicinanza, che sono centrali, credo, perché la libido si dispieghi in tutta la sua forza e quindi riesca successivamente ad incamerare anche la pulsione aggressiva. Cioé ci deve essere questa base, diciamo, di vicinanza, di affetto, di fisicità, di calore, in modo che dopo i dodici, quindici mesi si possa incamerare l’aggressività che si dispiega verso l’oggetto. Sì, io mi ricordo che anche Antonio… si stendeva sul tavolo, c’era un grande tavolo davanti a me e quando io parlavo ed interpretavo lui ciucciava, proprio stava steso così e ciucciava, insomma muoveva le labbra come se stesse succhiando proprio il latte; non era tanto il significato delle mie parole, ma era più il tono della voce, il calore nella voce, il racconto. Infatti lui mi diceva: ‘Raccontami ancora dei tuoi bambini’ ecc., anche lì io avevo avuto un problema perché, diciamo, nella situazione ortodossa psicoanalitica, tu non vai a raccontare aspetti della tua vita privata… però io sentivo che lui aveva bisogno che io gli raccontassi che cosa facevano i miei bambini reali, i miei figli; voleva molto sentire questo ed io gli raccontavo delle storie, a volte anche inventate, come delle avventure, cose che facevano i bambini e lui stava lì, era proprio rapito, era proprio come se succhiasse del latte.

Bachisio Carau (B.C.): Conta molto nelle terapie il suono… la vicinanza…

G.D.A. Sì, sì, sì proprio il tono della voce…

B.C. Il tono della voce.

G.D.A. Il calore, la partecipazione diciamo.

B.C. Un altro aspetto, forse più marginale, è sul materiale di gioco. Tu usavi mettere con questi bambini il materiale di gioco proprio personalizzato, poi c’era una cesta con giochi comuni. Ho letteralmente ereditato da te questo particolare dei giochi comuni, perché non si trova in letteratura tra l’altro. Ho trovato che era funzionale e i bambini la utilizzavano molto bene.

G.D.A. Sì, per esempio la Tustin usava una cassettiera ed un cassetto con una chiave per ogni bambino col nome e non c’era altro, mentre al Reparto di Psicoterapia dell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile per la psicoterapia io avevo adottato questa cesta dei giochi comuni perché era qualcosa a cui il bambino inizialmente in terapia non si interessava e quindi diciamo che c’era un settore in cui vi erano solo i giochi di quel bambino, però c’era anche una cesta di giochi in comune perché rappresentava il futuro, diciamo come un genitore che acquista in anticipo dei giochi per quando quel bambino sarà più grande. Era come prevedere, diciamo, la crescita e l’uscita dalla situazione del momento rispetto ad un futuro. Era anche un atteggiamento mentale del terapeuta, secondo me, che doveva come sentire che quel bambino sarebbe un giorno diventato più grande; e quindi questa cesta dei giochi in comune rappresentava un po’ quello, rappresentava anche il futuro, rappresentava altre possibilità rispetto ai giochi un po’ stereotipati e ripetitivi, sempre quelli di quel particolare bambino. Credo che il desiderio del terapeuta rispetto ad un bambino che cresce sia basico per procedere nel difficile cammino della psicoterapia di questi piccoli pazienti.

 

Tutto inizia con la specializzazione in Pediatria con la felice coincidenza di essere assegnato al reparto della prof.ssa Renata Gaddini e nell’allora pionieristico “Centro di Igiene Mentale Infantile” situato all’interno della Clinica Pediatrica dell’Università di Roma La Sapienza, dove avevamo una regolare e sistematica supervisione dei casi trattati da Donald Winnicott! Mi appassionai alla disciplina, che completava gli aspetti totali della Pediatria, anche se non mi rendevo conto di chi fosse – anni Sessanta– Donald Winnicott e di quale fortuna avessi nel fare tali esperienze.

Inevitabile che dopo alcune situazioni sociali – nelle quali feci il taxista di Winnicott – e alcuni colloqui con Eugenio Gaddini, iniziassi il mio training psicoanalitico, dove incontrai Adriano Giannotti nello stesso corso di formazione.

Si era costituita la nuova specializzazione in Neuropsichiatria Infantile patrocinata dal Prof. Giovanni Bollea, a cui mi iscrissi subito rincontrando Adriano Giannotti e iniziando con lui una sincera lunga e affettuosa amicizia.

Partecipavo come consulente nel “Gabinetto Medico” di via Ippolito Nievo del Tribunale per i Minorenni, dove avevano già dato il loro contributo Arnaldo Novelletto e Adriano Giannotti. Questa esperienza ha preceduto i miei interessi per questi aspetti della disciplina – vedi il Convegno annuale della poi costituita Scuola di Psicoterapia dedicato alle Adozioni – e la nomina come componente Privato o Giudice Onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma.

Avevo iniziato il mio impegno sociale che si è mantenuto nel tempo, oltre trenta anni, nella équipe in uno dei CMPP (Centro Medico Psico-Pedagogici) fondati da Giovanni Bollea e Adriano Ossicini in collaborazione con l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Successivamente confluirono nel Servizio Sanitario Nazionale come “Servizio per l’età evolutiva”. Nella ASL dove lavoravo ci fu l’occasione e la possibilità di fornire psicoterapie strutturate con il contributo di colleghi psicologi – almeno tre – che si formarono e si diplomarono nella nostra Scuola ASNE-SIPsIA.

L’arrivo all’Istituto di via dei Sabelli del ciclone Giannakoulas con l’introduzione dello stile “british” ha contribuito alla costituzione dell’ASNE (Associazione per lo sviluppo delle scienze neuropsichiatriche della età evolutiva) e, all’interno di detta associazione, nel 1976, della Scuola per la “Psicoterapia Psicoanalitica del bambino, dell’adolescente e della coppia” – oggi iW Istituto Winnicott – riconosciuta dal Ministero dell’Università (MIUR) nel 1994, dove ho collaborato come Docente-Supervisore.

Dai diplomati della scuola si è costituita la SIPsIA (Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica dell’infanzia e dell’adolescenza e della coppia) che mi ha onorato come socio emerito.

Vorrei ancora ricordare la mia partecipazione alla nascita e alla redazione di due riviste innovative come Prospettive Psicoanalitiche nel lavoro istituzionale e la più “nostra” Richard & Piggle.

Questa la mia autopresentazione, ma vorrei finire con un concetto cardine del mio operare che naturalmente deriva da Winnicott. Tutti noi vedevamo sorgere indicazioni diagnostiche che ritenevamo parziali, che avevano grande seguito, ma che erano offerte di PACIFICATORI che evitavano di farsi carico dell’intera realtà trascurando o cronicizzando le situazioni.

Finisco con le parole di Winnicott che non era più il luminare che portavo per la città: “Ogni bambino può diventare un bambino con un Sé non deforme e un senso di Sé basato sull’esperienza di vivere come una persona bene accettata – dal momento che – ‘la distorsione dell’io deriva dalle distorsioni di coloro che si prendono cura dei bambini’” (Le basi del Sé nel corpo).

Voglio ripetere la mia stella polare: COLORO CHE SI PRENDONO CURA DEI BAMBINI.

 

[Testo a cura di Salvatore Grimaldi]

Eleonora Fe’ d’Ostiani (Torino, 1944 – Roma, 1997) è stata pedagogista e psicoterapeuta di bambini e di adolescenti di formazione junghiana. Ha effettuato vari stages presso l’Istituto Jung di Zurigo sotto la guida del dott. Adolph Guggenbhul-Craig.

In qualità di psicologa clinica in servizio presso la Cattedra di Neuropsichiatria Infantile della Sapienza Università degli studi di Roma, diretta dal prof. Adriano Giannotti e poi dalla prof.ssa Teresa I. Carratelli, ha avuto modo di dedicarsi alla ricerca attraverso la clinica sviluppando un approccio originale nel trattamento delle psicosi infantile, del mutismo elettivo e di esplorazione nel mondo psichico del bambino autistico. È stata una pioniera nella comprensione del “disegnare” di questi piccoli pazienti nel corso delle sedute cliniche, come espressione di comunicazioni primitive di tracce mnesiche enigmatiche, quali indicatori di traumi precoci. È stata una pioniera, anche, nell’uso delle fiabe come oggetti transizionali con i suoi piccoli pazienti cogliendo, nella scelta di alcune di esse, spesso predilette dai genitori, alcune aree di intrecci traumatici tra questi e i figli, presentificati nel corso della lettura dalla coazione a ripetere da parte di quegli ignari attori.

Come docente-fondatore della Scuola ASNE dal 1976 ha formato numerosi allievi che si sono diplomati nella Scuola ed è stata referente di numerosi insegnanti di bambini autistici e psicotici nelle Scuole nel corso di un pluriennale accordo di collaborazione La Sapienza-Provveditorato degli Studi di Roma.

Ha presentato il suo pensiero in numerosi Convegni sull’autismo psicogeno infantile. Assieme alla dott.ssa Giuliana de Astis ha sviluppato una collaborazione scientifica per oltre un decennio con la dott.ssa Frances Tustin, illustre psicoterapeuta infantile nel campo dell’autismo infantile, direttrice del Child Guidance Training Center della Tavistock di Londra.

Inoltre ha partecipato come supervisore a una esperienza-pilota riabilitativa e psicoterapeutica in un asilo integrato per bambini psicotici con insegnanti del Comune di Roma, presso l’Ospedale Diurno per bambini della prima Cattedra di Neuropsichiatria Infantile esprimendo anche in questo campo la sua devozione e la passione per la ricerca e l’impegno nel sociale scegliendo di operare solo nella Struttura Sanitaria Pubblica.

La scomparsa prematura e improvvisa nel 1997 è stata una grave perdita per i suoi colleghi e i suoi studenti.

Scomparso nel 2006, è stato psichiatra, neuropsichiatra infantile, psicoanalista didatta (SPI-IPA), Professore associato nell’Istituto di Neuropsichiatria Infantile La Sapienza Università di Roma, dove ha creato il primo Servizio ambulatoriale riservato ad adolescenti. Già Vicepresidente dell’International Society of Adolescent Psychiatry, è stato consulente per l’adolescenza in varie istituzioni pubbliche. È stato fra i fondatori della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Età Evolutiva ora iW Istituto Winnicott, corso di Psicoterapia Psicoanalitica del Bambino dell’Adolescente e della Coppia. È stato un pioniere della psicoanalisi dell’adolescenza; ha fondato l’Associazione Romana per la Psicoterapia psicoanalitica dell’Adolescente (ARPAd); il Corso quadriennale di specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica dell’Adolescente e del Giovane Adulto e la rivista AeP Adolescenza e Psicoanalisi. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste nazionali e internazionali, per la casa editrice Borla, per la quale ha diretto la collana “La mente Adolescente”, ha pubblicato Psichiatria psicoanalitica dell’adolescenza (1986), Adolescenza e Perversione (1989), Adolescenza, Amore, Accoppiamento (1992), Adolescenza e Trauma (1995), Separazione e Solitudine in Adolescenza (1997). Tra gli altri suoi volumi si ricorda I Disturbi di Personalità in Adolescenza (Franco Angeli, 2001). Alcuni dei suoi principali articoli sono stati raccolti nel libro L’Adolescente. Una prospettiva psicoanalitica (Astrolabio, 2009).

[Si ringrazia per il testo e l’immagine la Dott.ssa Savina Cordiale, Presidente ARPAd]